Fondo FC - Famiglia Campana

Repertorio degli atti notarili Patente di nomina rilasciata a Muzio Campana Prove di parentela tra Muzio e Uguccino Campana Patente di nomina rilasciata a Muzio Campana Patente di nomina rilasciata a Muzio Campana Patente di nomina rilasciata a Federico Campana

Area dell'identificazione

Segnatura/e o codice/i identificativo/i

IT IC FC

Denominazione o titolo

Famiglia Campana

Data/e

  • 1550 - 1760 (Creazione)

Livello di descrizione

Fondo

Consistenza e supporto dell'unità di descrizione (quantità, volume, dimensione fisica)

Il fondo è costituito da 41 unità archivistiche.
Consistenza: volume cartaceo 1, quaderni cartacei 2, fascicoli sciolti cartacei 38.

Area delle informazioni sul contesto

Nome del soggetto produttore

(XV sec. - 1698)

Nota biografica

Nel centro storico di Osimo, in corrispondenza di piazza Dante, si affaccia l'imponente palazzo Campana. L’edificio prende il nome dalla nobile famiglia osimana dei Campana, famosa per gli uomini di gran valore che da questa provennero. Per capostipite, almeno da quanto è possibile evincere dal seicentesco albero genealogico della famiglia, sembra aver avuto un certo Feltronino, che probabilmente visse agli inizi del XV secolo. Tuttavia il primo membro della famiglia di cui si ha certa notizia fu il di lui figlio Uguccino di Feltronino de Campaneschis (Uguccino di Feltonino dei Campaneschi), ricordato quale gonfaloniere della città di Osimo nel libro delle Riformanze comunali dell'anno 1457. Lo storico locale Aurelio Guarnieri, autore di numerose genealogie osimane, sostenne essere stato questi il capostipite di questa casata, la quale occupò, per oltre due secoli, un ruolo rilevante all’interno del tessuto politico, culturale e sociale osimano.
Nel corso del XVI secolo si distinsero, soprattutto, nel campo della letteratura e della cultura grazie ai fratelli Cino e Fabrizio. Il primo, aggregato all’Accademia dei Catenati di Macerata, venne nominato avvocato concistoriale da papa Sisto V e successivamente innalzato a lettore presso la pontificia Università di Roma. Si contraddistinse come “principe degli interpreti, capace di spiegare i testi con ammirevole sottigliezza non disgiunta da limpida esposizione”, mediante, anche, la pubblicazione di alcune celebri opere tra cui: "In laudem Pauli IV" ed "Homeliae seu sermones tres ed Oratio in laudem sancti Hyacinthi". Alla penna del fratello Fabrizio, definito dallo storico Luigi Martorelli, “gentiluomo di molta erudizione”, si ricorda il trattato "De la vita civile overo del senno libri dieci". Dall’anno 1619 fino all’anno 1623, Fabrizio compare tra gli ospiti contribuenti del locale Seminario Vescovile.
Nel corso del XVII secolo la famiglia Campana fu, invece, rappresentata ai maggiori livelli dai militi cavalieri Federico e dal nipote Muzio. Proprio a questi due personaggi, insieme a Stefano (fratello di Federico e padre di Muzio) e Scipione (figlio di Stefano e fratello di Muzio) sono principalmente dedicate le residuali carte dell'archivio della famiglia Campana. In alcuni documenti viene citata anche la sorella di Muzio e Scipione, Olimpia, andata in sposa al conte Orazio Guarnieri di Osimo.
Federico Campana, dopo aver prestato servizio per i reali di Spagna in Germania e nelle Fiandre, fu nominato commissario della cavalleria pontificia per le legazioni della Romagna, finendo la propria carriera militare con il grado di vice castellano della fortezza di Ancona. Nel proprio testamento, rogato dal notaio Annibale Rampa di Sant’Arcangelo il 20 luglio 1643, stabilì, qualora l’asse mascolino ed ereditario della famiglia si fosse estinto, di devolvere tutti i suoi ingenti beni in favore della compagnia della Morte di Osimo, canonicamente eretta presso la chiesa osimana di Santa Maria di Piazza, con la precisa finalità di fondare e mantenere, in città, un nuovo monastero di Cappuccine con almeno quindici religiose. Tale clausola venne confermata anche nel successivo testamento del nipote Muzio, rogato il 16 febbraio 1685 dal notaio Angelo Falzini di Osimo e ribadita nel successivo codicillo al testamento del 18 dicembre 1687 per gli atti del notaio osimano Domizio Matteucci, precisandosi di aumentare il numero delle religiose fino alla massima capienza supportata dalle suddette rendite ereditarie. Anche Muzio, come lo zio, venne introdotto alla carriera militare ricoprendo il grado di sergente maggiore nella Provincia di Romagna e nella Marca del Tronto.
Con la morte, senza eredi naturali, dell'ultimo membro di casa Campana, Scipione (fratello di Muzio e nipote di Federico), avvenuta nell'anno 1698, si diede principio all'esecuzione delle volontà testamentarie di Federico e Muzio, devolvendosi il palazzo e tutti i beni Campana in favore del suddetto pio sodalizio osimano al quale spettava la precisa finalità di istituire il desiderato monastero di Cappuccine all'interno della fabbrica dello stesso palazzo. Tuttavia, come si vedrà, tale "desiderata" non poté essere realizzato, commutandosi in un'altra opera di beneficenza che portò, sempre in Osimo, all'erezione di un nuovo collegio per i giovani del luogo al quale, in seguito, verrà aggregato il locale Seminario Vescovile.

Istituto conservatore

Storia archivistica

Modalità di acquisizione o versamento

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Ambito e contenuto

Nel presente fondo si conservano i residuali documenti risalenti dalla seconda metà del XVI secolo fino alla seconda metà del XVIII secolo e relativi alla nobile famiglia Campana di Osimo e nello specifico ai fratelli Federico e Stefano Campana ed alla successiva generazione rappresentata dai figli di Stefano: Olimpia, Muzio e Scipione. Da questo asse ereditario provenne, infatti, la pia eredità Campana dalla quale si originò la fondazione, in Osimo, dell'omonimo Collegio. Diverse sono le scritture notarili e private ed i documenti di natura amministrativa e contabile in grado di certificare e quantificare l'ingente ricchezza economica e patrimoniale goduta da questa illustre famiglia, sostanze che diverranno, di fatto, la prima dotazione economica del futuro Collegio. I diplomi, i privilegi e le patenti concesse, specialmente in ambito militare in favore di Federico e di Muzio, così come il ricco carteggio epistolare scambiato dai suddetti membri di casa Campana con diversi autorevoli interlocutori, mostrano a chiare lettere i molteplici ed importanti rapporti allacciati con illustri istituzioni, autorità e personaggi civili o religiosi del tempo. Rapporti, tuttavia, non sempre pacifici ed ottimali così come mostrano le carte giudiziarie prodotte in occasione delle diverse vertenza amministrative e civili che videro i suddetti Campana quali parti attive in giudizio. Si precisa che le carte prodotte nel corso del XVIII secolo sono successive memorie od atti giuridici inerenti all'estinta famiglia Campana e posti in essere, od integrati, dagli amministratori pro tempore del Seminario e Collegio Campana di Osimo in esecuzione di alcuni affari o per corroborare beni e proprietà in loro dotazione.

Procedure, tempi e criteri di valutazione e scarto

Incrementi previsti

Criteri di ordinamento

Si è rispettato il pregresso ordine fisico dato alle carte da Luciano Egidi in occasione della redazione del suo dettagliato elenco di consistenza titolato "Inventario dell'archivio storico del Seminario e Collegio Campana". Rispetto al lavoro di Egidi, il nuovo inventario archivistico ha prodotto una struttura "ad albero" del fondo, che è stato ricreato "ex novo" e ripartito in cinque serie. Di ogni unità archivistica è sempre stata registrata la pregressa segnatura, al fine di non perderne la memoria e creare l’opportuna concordanza tra il vecchio ed il nuovo strumento.

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Condizioni che regolano l’accesso

Condizioni che regolano la riproduzione

Lingua della documentazione

Scrittura della documentazione

Note sulla lingua e sulla scrittura della documentazione

Caratteristiche materiali e requisiti tecnici

Attraverso il software di descrizione archivistica AtoM (acronimo Access to Memory), installato sul sito dedicato agli archivi conservati dall'istituto Campana raggiungibile al sito <http://www.archiviostoricocampana.com>, è possibile accedere all'inventario del presente fondo archivistico, anche mediante indici di nomi di persona/enti/famiglie e di luoghi che ricorrono nelle descrizioni archivistiche redatte. L'attività di indicizzazione, svoltasi durante l'inventariazione del fondo, ha per ora riguardato solamente una parte dei nomi ricorrenti nelle descrizioni.

Strumenti di ricerca

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Esistenza e localizzazione degli originali

Esistenza e localizzazione di copie

Unità di descrizione collegate

Descrizioni collegate

Area delle note

Identificatori alternativi

Punti di accesso

Punti d'accesso per soggetto

Punti d'accesso per luogo

Punti d'accesso per nome

Punti d'accesso per genere

Area di controllo della descrizione

Codice identificativo della descrizione

Codici identificativi delle istituzioni responsabili

Norme e/o convenzioni

Grado di elaborazione

Finale

Livello di completezza

Intermedio

Date di creazione, revisione, cancellazione

Osimo, 21/03/2019

Lingua/e

Scrittura/e

Fonti

A. NICCOLI, "Il Campana. Aspetti giuridici e istituzionali dalla nascita ai giorni d'oggi", Osimo, Istituto Campana per l'istruzione permanente, 1999.
L. EGIDI, "Il palazzo e l'istituto Campana", Osimo, Istituto Campana per l'istruzione permanente, 2013.
"Il Campana, trecento anni di storia", a cura di G. LAVAGNOLI, Ancona, Affinità elettive, 2016.

Nota dell'archivista

La descrizione è stata compilata da Massimo Bonifazi.

Atto / Diritto garantito

Atto / Diritto garantito

Atto / Diritto garantito

Area dell'acquisizione

Soggetti collegati

Persone ed enti collegati

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